giovedì 20 settembre 2007

Il Partito Democratico

Il Partito Democratico nasce per rispondere alle esigenze di semplificazione della politica in Italia, unendo tradizioni e culture diverse, innovando e riducendo i costi.

Il PD rappresenta un'opportunità per i cittadini di farsi sentire, affermando i valori di una politica pulita, partecipata e responsabile. Andando oltre il proliferare di partitini portatori di interessi settoriali, intende dare voce a quel gran numero di cittadini che chiedono che la politica sia innanzitutto etica, competente e trasparente.

Il 14 Ottobre 2007 si terranno le primarie del PD, e il nuovo partito chiama tutti i cittadini italiani che ne condividono gli ideali ad esprimersi con il voto: sarà un momento importante di democrazia diretta, che questo Blog vuole favorire dando a tutti la possibilità di farsi sentire, di far conoscere le loro idee e magari i loro dubbi, di ottenere risposte.

Siamo impazienti di leggervi.


Il Comitato Promotore del Partito Democratico a Castiglione della Pescaia

8 commenti:

ALDO577 ha detto...

Finalmente, un luogo dove poter esprimere le proprie idee. Sono stufo di condividere idee e scelte politiche locali e nazionali che sono dettate esclusivate da interessi personali, politici con stipendi da nababbi che fanno carte false pur di aumentare i tichets sanitari gli anni di contribuzione per le pensioni e le tasse di chi già le paga. Il politico non è forse eletto dal popolo per fare gli interessi di tutti? allo stesso modo un funzionario pubblico non dovrebbe essere preparato solerte e rispettoso dell'utente cittadino che gli da di che vivere? Come mai è più stimato il furbo anzichè il più corretto? Non è per caso che in questi ultimi anni siamo diventati tutti degli automi andando dove il padrone vuole? se ancora vi è rimasto un pò di amor proprio è venuto il momento di gridarlo senza timore, con sorpresa magari ma vi accorgerete di essere in tanti. Il partito Democratico dovrà diventare il luogo di incontro dove non si dovrà temere di esprimere le proprie idee ma dovrà essere il luogo di sintesi di tutti quei cittadini corretti e onesti che oggi sono chiusi in se stessi.
Un saluto a tutti.

MEGA ha detto...

Sono d'accordo, ma i giovani, i nostri giovani nati nella bambagia cosa sentono cosa vedono in questo mondo dove l'etica la trasparenza la correttezza sono calpestate. La voglia di ribellarsi di gridare il proprio dissenso dove sono? vedo ancora una volta l'imbonitore di turno che arringa le folle e un mare di pecore dietro.
Nel nascente partito Democratico c'è già troppa rissa per accaparrarsi i posti a quale scopo? vorrei garanzie e non chiacchiere su questo nuovo partito ho una gran paura di incorrere nell'ennesima delusione.
Fatemi capire se potete.

Guorlan ha detto...

Per contribuire a chiarire le idee a noi tutti, ho ripreso da "repubblica" che ringrazio le risposte dei 6 candidati alla Segreteria Nazionale del PD su alcune questioni importanti: ecco le loro risposte alla prima domanda sulle figure ispiratrici. Dato che i candidati hanno dato i loro email, li ho copiati se per caso qualcuno volesse scrivere direttamente a loro
Se trovate che avere testi cosi' lunghi è troppo pesante per il BLOG, fatelo sapere!

1. Le radici e le foglie
Ogni partito ha dei modelli personali. Figure - del passato o del presente; intellettuali, leader politici, religiosi - a cui si ispirano i suoi militanti e la sua base. Se non li ha, comunque, li cerca, li crea. Quali figure proporrebbe come "riferimenti esemplari" del "suo" Partito Democratico?


www.scelgorosy.it
"Ciascuno di noi ha i propri riferimenti esemplari, ma nel PD e per il PD dobbiamo "cercarli" e "crearli" insieme. Un partito plurale trae linfa da diverse radici culturali e da tanti maestri di vita. Mi aspetto che ogni democratico - credente o non credente, socialista o cattolico democratico, liberale o ambientalista, o chi non sa definirsi, ma si batte per la pace e i diritti di cittadinanza - metta i propri a disposizione di tutti. Un partito nuovo deve guardare al futuro, mescolando le biografie e le storie personali anche perché nel Pd si dovrebbe entrare come persone. E poi mi permetta: non mi piace esibire una galleria di personaggi di cui improvvisarsi discepoli, con il rischio di banalizzare le idee e i valori che dovremmo apprendere dai veri maestri".

www.enricoletta.it
"Nessun pantheon: il partito democratico deve guardare al futuro. Non nasce dalle ceneri delle esperienze del secolo scorso, magari sapientemente dosate. Vi si incontrano, certo, storie e culture diverse - la mia getta le radici nell'appello di un sacerdote siciliano ai "liberi e forti", quasi 90 anni fa - ma l'ambizione è quella di superarle, elevarle, in un progetto originale e post ideologico. Il progetto di un partito grande e dunque capace di interpretare l'interesse generale e non quello di singole categorie: l'interesse del bambino che sta nascendo in questo momento, il nostro vero riferimento".
www.lanuovastagione.it (Walter Veltroni)
"Il Partito democratico sarà un luogo formato da tante anime, così aperto e accogliente da permettere ad ognuno di portare i propri riferimenti. I miei, credo, sono noti, e sono ben più di due. Facciamo così: ricorda quando Time mise in copertina un computer come "persona dell'anno"? Lo scelgo anch'io, a indicare il futuro, i giovani, la conoscenza per crescere e realizzarsi, per aprirsi al mondo e ridurne i divari. E poi aggiungo un pannello solare, che ha in sé l'amore per l'ambiente, l'uso intelligente delle ricchezze del nostro Paese, la scelta consapevole delle buone tecnologie, l'impegno per le generazioni che verranno".
www.marioadinolfi.it
"Le radici: Aldo Moro. Le foglie: i fondatori di Google, Sergey Brin e Larry Page. Un politico e due innovatori senza pari. Brin e Page, due ragazzi che a trent'anni hanno fatto quello che in Italia nessuno di noi può sognarsi di fare: inventare da zero, competere liberamente, cambiare il mondo. Moro, un inventore di politica "alta", trucidato da barbari che camminano liberi e scrivono libri. Amo il suo discorso del 21 novembre 1968 ("Tempi nuovi s'annunciano e avanzano in fretta come non mai"), ma soprattutto la passione dell'ultima lettera alla moglie, nella consapevolezza della fine imminente: "Vorrei capire come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo"".
www.gawronski.it
"Gandhi: Per le radici etiche del suo impegno politico. Per il suo appello alla dignità dell'Uomo, alla sua libertà, alla capacità di cambiare insieme le strutture del potere. Perché si oppose a ogni razzismo, discriminazione, privilegio, violenza; considerò la verità uno strumento di rivoluzione. Per la sua umiltà: un leader che ha pagato di persona. Dovrebbe ispirare una rivoluzione civica in Italia.
Luigi Einaudi: Per la dirittura morale con cui si oppose al fascismo, e servì le istituzioni della repubblica. Per le sue alte competenze, il rifiuto della demagogia, il senso dello stato, il culto della legalità come garanzia per i più deboli. Una grande tradizione (Ciampi): la vorrei al cuore del Pd".
www.jacopo-g-schettini.eu
"Più che riproporre i padri della patria che ho elencato nelle mie dichiarazioni politiche fantasticherei su un uomo nuovo per la politica italiana: James T. Kirk comandante della nave stellare Enterprise. Un uomo pragmatico e responsabile che però va dove nessuno è mai andato prima e che "osa" nell'interesse dei più e del nostro pianeta. Idea di un Partito Democratico stellare, pragmatico, fattivo e pronto a giocarsi la partita. Un partito galattico che accende i motori, scalda i cuori e parte per andare dove è giusto andare... non dove è "ovvio", ma dove è giusto".

Guorlan ha detto...

Le domande e gli auspici di aldo577 e mega mi sembrano assai condivisibili: se il partito riuscirà ad essere (e rimanere) un luogo di confronto aperto e leale avremo fatto tutti, e l'Italia con noi, un grande anzi un enorme passo avanti rispetto alla politica dei veleni a cui assistiamo quotidianamente specie in parlamento. Se riusciremo a cambiare rotta e a far funzionare una politica etica, competente e trasparente avremo reso la vita più facile a noi stessi e a milioni di nostri concittadini.

Guorlan ha detto...

Risposta dei 6 candidati alla Segretaria Nazionale alla domanda su l'"orizzonte".

2. L'orizzonte
Liberale, liberista, socialista, riformista, cristiano, laico, moderato. Sono le principali etichette utilizzate, nel dibattito di questi mesi, per definire l'identità e l'orizzonte politico del PD. Molto diverse, talora divergenti, perché il PD è, comunque, un soggetto politico nuovo, che attinge da diverse culture ed esperienze. Mi può indicare le due etichette che specificano meglio la sua concezione e il suo personale progetto del partito?


www.scelgorosy.it
E perché non semplicemente: Democratico? Ogni altro nome sarebbe un'etichetta ereditata dal passato per contrapporci ad altre etichette o nomi del presente.
Preferisco lavorare fin d'ora per il futuro. Democratico non è un aggettivo è la sostanza della nostra sfida: facciamola vivere subito. Il nostro PD deve essere laico non laicista, riformatore non riformista, liberale non liberista. Un partito Democratico, davvero!

www.enricoletta.it
Riformista e liberale. Il modello del riformismo è per me quello del protocollo d'intesa del 23 luglio scorso su previdenza, lavoro e competitività. Un riformismo che si manifesta nei fatti, attraverso la costruzione di un sistema di tutele riferito alla famiglia di oggi e non di ieri, di un sistema moderno di ammortizzatori sociali adeguato a un mercato del lavoro aperto ma non precario. Il PD deve essere anche il partito che si riappropria del termine libertà. In questi anni ne ha fatto una bandiera chi la intende come arbitrio; libertà invece è la possibilità di realizzare se stessi nel rispetto degli altri e di regole che valgano per tutti.

www.lanuovastagione.it (Veltroni)
Nessuna etichetta, se penso che i partiti del Novecento sono nati ciascuno sulla base di una e una sola visione del mondo (liberale, socialista, cristiana...) e che il Partito democratico si fonda invece sul presupposto che nessuna delle culture politiche tradizionali può considerarsi autosufficiente dinanzi ai problemi del nostro tempo: dai mutamenti climatici al nuovo disordine mondiale, dal lavoro che cambia ai dilemmi morali della bioetica. Un modo di essere, e allora scelgo "riformista", se penso che il riformismo è proprio questo: la consapevolezza che l'unico modo per essere fedeli ai principi di una concezione umanistica della politica (la libertà, l'uguaglianza, la solidarietà) è cercare le forme migliori per realizzarli, in una società che cambia continuamente, contro tutti i conservatorismi.

www.marioadinolfi.it
Devo proprio ricorrere ad etichette? Tra le indicate ne scelgo due. Laico. Il Pd deve essere un partito laico, laico, laico che segnali l'impossibilità di ingerenza di qualsivoglia autorità religiosa nelle scelte di una democrazia, fatta salva la ovvia libertà per ogni confessione di manifestare le proprie idee. Cristiano. Proprio perché credo in un Pd laico, voglio un Pd che sappia farsi ortatore in politica anche dell'ispirazione cristiana, che per me si sostanzia in due frasi evangeliche: "ama il prossimo tuo come te stesso" e "non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te". Il Pd sia il grande ponte ideale tra laici e cattolici di cui questo paese ha da sempre bisogno.

www.gawronski.it
In Italia vi sono oggi due concezioni della democrazia, in tensione fra loro:
- Quella liberale, moderna, basata sulla divisione e l'equilibrio dei poteri, i "contrappesi" democratici, la Costituzione intesa come patto fra tutti i cittadini che va oltre le maggioranze di turno.
- Quella populista, o "giacobina": ritiene che la maggioranza debba "prendere tutto", non accetta ostacoli né limiti fuori di sé, essendo stata investita direttamente dal popolo.
Credo che il Partito Democratico debba riproporre con forza la prima concezione, rilanciare un nuovo "patriottismo della Costituzione", ridare dignità e sostanza alla nostra democrazia.
"Liberale" e "democratico": questo abbiamo in comune.

www.jacopo-g-schettini.eu
Verdebiancorosso come le anime che lo compongono.
Europeo come il cuore e l'anima dei nostri figli. Come il suo orizzonte. Come il futuro.
Lo immagino così. Lo vorrei così. Lo amerei così.

MEGA ha detto...

I dubbi che ognuno di noi porta con se sono tanti, siamo quasi arrivati alla costituzione del nuovo soggetto politico, inviterei tutti giovani e meno giovani ad andare a votare il 14 ottobre, comunque vada sarà un'occasione per sperare in un cambio di rotta davvero. Non troveremo la pappa già scodellata ma ogn'uno di noi dovrà rimboccarsi le maniche, come si dice la strada è irta e piena di ostacoli.
Quale è il vostro pensiero?

Guorlan ha detto...

Ancora sulle posizioni dei candidati alla Segreteria Nazionale:

Domanda: L'etica e i diritti
Su alcune questioni etiche è difficile trovare un orientamento unitario, in un partito che ha diverse ispirazioni come il PD. Pensiamo, in particolare:
a) all'aborto
b) alla fecondazione assistita
c) ai diritti delle coppie conviventi (etero e omosessuali).

Ci può indicare quali progetto legislativo intende sostenere su ciascuno di questi temi e quale priorità attribuisce loro nel programma del Partito Democratico?

Rosy Bindi
www.scelgorosy.itPenso ad un Pd come scuola di nuova laicità, in cui sulle questioni etiche non si procede a colpi di maggioranza e non si fanno guerre ideologiche sbandierando valori, che nella pratica sono negati. Sull'aborto, si tratta di non banalizzare una questione delicata: la 194 non è stata toccata neppure dal centrodestra. Va attuata in tutte le sue parti anche quella sulla prevenzione e i consultori familiari. Per ogni donna, infatti, l'aborto è una sconfitta e una perdita lacerante.
La legge 40 sulla fecondazione assistita è stata approvata da una maggioranza trasversale e il corpo elettorale non ha compreso e ha rifiutato la sua parziale abrogazione. Entro questi limiti politici e costituzionali si può discutere e migliorare.
Sui diritti e doveri dei conviventi abbiamo dato prova, con il ddl sui Dico, di colmare un vuoto legislativo, nel rispetto dei principi costituzionali e dei valori etici. Chi l'ha criticato perché insufficiente, non è stato in grado di proporre un'alternativa altrettanto equilibrata. Chi l'ha criticato perché troppo liberal, non è stato in grado di andare al di là del no. Forse avevamo visto giusto, realizzato un modello pluralista. Ne riparleremo nel Partito democratico, davvero.

Enrico Letta
www.enricoletta.it
Il Partito Democratico non nasce in un deserto culturale. Nel corso di questi anni il dibattito su questi temi "sensibili" è stato ampio e spesso difficile. Alcuni punti fermi, a mio avviso, sono stati fissati, per altri c'è bisogno ancora di approfondimento. Sull'aborto, credo che il punto di equilibrio che la legge 194 ha rappresentato sia tuttora valido; vorrei però esprimere la necessità che essa venga applicata in tutte le sue parti. Sulla fecondazione assistita, mi sembra che ci sia un consenso piuttosto diffuso sull'opportunità di migliorare alcune parti della legge 40. Sui diritti delle coppie conviventi, il disegno di legge sui Dico che il governo ha approvato e inviato in parlamento è, secondo me, una giusta mediazione, fermo restando che la priorità è rappresentata dagli interventi a sostegno della famiglia, dei figli e della natalità. Questi sono i miei giudizi sui tre punti specifici richiesti, ma voglio aggiungere che sui temi eticamente sensibili la disciplina di partito deve saper tenere conto dello spazio ineludibile della libertà di coscienza delle persone.

Walter Veltroni
www.lanuovastagione.it
Sull'aborto penso che la 194 non vada modificata, ma attuata meglio nella parte che riguarda la prevenzione: interroghiamoci sul perché ad abortire siano oggi in particolare le donne immigrate. Fermo restando il principio della libertà di scelta, nessuna donna dovrebbe essere costretta ad abortire per ragioni sociali ed economiche. Sulla fecondazione assistita, credo si debba utilizzare la revisione periodica delle linee-guida, prevista dalla stessa legge 40, per allinearla alle più recenti scoperte scientifiche e per una valutazione attenta e serena della sua applicazione, resa più urgente dai frequenti ricorsi e da alcune recenti sentenze della magistratura. Sui diritti delle coppie conviventi, penso che il disegno di legge del Governo sia una buona base di partenza per il confronto parlamentare. Quel che è certo è che il Pd lavorerà per il riconoscimento dei diritti delle persone che vivono nelle unioni di fatto, indipendentemente dal loro orientamento sessuale: non c'è contraddizione fra sostenere il valore della famiglia tradizionale e riconoscere i diritti di chi si ama e convive.

Mario Adinolfi
www.marioadinolfi.it
Il problema centrale è proprio la difficoltà a trovare una posizione unitaria. E allora, in un partito che si dice democratico, come decidiamo su questi temi? A me pare chiaro che la 194 non si tocca, che i diritti delle persone omosessuali vanno salvaguardati, che i Dico sono un pasticcio e che funzionerebbero assai meglio i Pacs francesi. Ma basta? Basta il parere del segretario? No, non basta. Noi dobbiamo costruire, proprio sui temi eticamente sensibili, un modo nuovo di decidere. Che è decidere sì, ma tutti insieme. Con lo strumento classico della democrazia diretta: il referendum interno, con possibilità di esprimere il voto anche on line. Non a caso noi ci definiamo "direttisti". Tutta la campagna delle nostre liste di Generazione U è su questo: smettere di delegare, pretendere uno spazio politico in cui partecipare direttamente alla decisione. Sui temi etici mi sembra l'unico modo per poter prendere decisioni, che poi valgano davvero per tutti.

Piergiorgio Gawronski
www.gawronski.it
Fecondazione assistita: vorrei che il PD fosse disponibile ad interpretare i progressi della scienza e i mutamenti della società con leggi giuste e equilibrate.
Sull'aborto, vorrei che il PD promuovesse una forte politica di prevenzione ed assistenza sociale. La legge attuale va difesa perché è un compromesso di alto livello fra diverse visioni presenti nel paese: tornare agli aborti clandestini sarebbe molto peggio.
Il PD non prende posizione sulle scelte che attengono alla sfera dei comportamenti privati, ma rifiuta ogni discriminazione. Per questo sosterrà una legge sui DICO per le coppie omosessuali. Per le altre forme di convivenza, cercherà di interpretare le richieste che emergono dalla società, individuando soluzioni poco "burocratiche" e funzionali. Il mio PD non lascia però nelle mani della destra i valori - così importanti - della famiglia tradizionale. Proporrà una agenda progressista integrale per la famiglia: a cominciare dai diritti dei bambini, i ricongiungimenti familiari degli immigrati, le agevolazioni per i mutui prima casa, la lotta alla schiavitù e alla prostituzione, alla droga, e alle violenze domestiche.

Il candidato Jacopo Gavazzoli Schettini, che ha risposto alle prime cinque domande, si è poi ritirato e correrà insieme a Piergiorgio Gawronski.



Che ne pensate?

Guorlan ha detto...

Grazie a chi ha collaborato, a chi ha sostenuto, e a chi ha votato. Ma.....il vero lavoro comincia adesso!